Un tema sulla politica estremista

A volte l’uomo sembra avere un fascino strano per tutto quello che è populista, o ancora peggio estremista. La storia ci ha già insegnato che politici o forze politiche che hanno promesso soluzioni semplici, ma talmente semplici da far sembrare banale che nessuno avesse pensato di attuarle, tuttavia queste forze politiche riuscivano quasi sempre a portare al disastro totale le popolazioni che le avevano preferite.

Comunque, nella migliore delle ipotesi, non riuscivano a attuare quanto promesso rivelandosi sicuramente ben peggiori dei propri avversari che magari risultavano sconfitti solo per via della scelta di uso di toni più pacati, o di avere la caratteristica di essere realisti nel dialogo con gli elettori.

In passato

Nella prima metà del secolo scorso l’Europa e anche gli Stati Uniti furono scossi da numerosi movimenti politici di tipo populista, e alcuni di essi riuscirono a convincere i propri elettori a garantire la fiducia, le conseguenze sono ben note a tutti e sono scritte sui libri di storia, infatti ci volle lo sforzo dell’intero mondo libero per opporsi ad alcuni governi estremisti.

Da allora le popolazioni sono state molto attente nell’accordare la propria fiducia, e salvo casi isolati, non hanno mai creduto alle promesse di forze di tipo estremista.

Tuttavia, per ragioni diverse, oggi assistiamo a quello che potrebbe far pensare ad un ritorno al passato, non per gli esiti, per fortuna, ma per la scelta degli elettori.

Al giorno d’oggi

Infatti, anche oggi, l’Europa è terra di conquista per forze, più o meno importanti, e in ogni caso minoritarie, che ricalcano la definizione di estremista.

Anche al di là dell’oceano sono molti gli elettori che hanno simpatia per questo tipo di forze, che esercitano un particolare appeal in alcune fasce ben determinate di elettori, e così è sempre stato.

La differenza rispetto ai decenni passati è che la base sensibile a questo tipo di argomenti si sta allargando, a causa di motivi svariati.

Sicuramente il clima di terrore e di scontro fra civiltà che sta caratterizzando questo XXI secolo spinge molti elettori indeterminati a valutare, abbracciare, le proposte di chi risolverebbe tutto in modo spiccio. Tutto questo senza voler entrare nel merito della fattibilità e degli esiti di alcuni tipi di scelte.

Addirittura, alcune scelte di tipo populista, sembrerebbero comprensibili, sono infatti figlie dell’esasperazione della popolazione che da troppo tempo sta vivendo una crisi economica senza precedenti recenti; stiamo parlando di elettori che sono sfiduciati dall’incapacità delle forze tradizionali di dare risposte in tempi brevi, e abbracciano soluzioni fantasiose;

Il consiglio è quello di tentare di comprendere le cause del disagio economico che stiamo affrontando, si potrebbe comprendere che non è di facile soluzione e che dipende da una contingenza di cause non imputabili totalmente ai nostri politici. Questo potrebbe forse aiutarci a comprendere e scegliere meglio le persone a cui accordare la nostra fiducia. Chi ha curiosità di capire non sbaglia mai.

Mutamenti climatici e le sue cause

Da ormai qualche decennio il tema sui cambiamenti climatici è diventato di uso comune, ogni persona ha sentito parlare diverse volte di questo tema, e ci si chiede spesso perché è diventato un problema solo ora e prima non lo era.

I cambiamenti climatici ci sono sempre stati, sicuramente in misura minore e ovviamente hanno sconvolto la vita delle persone, tuttavia la scienza ha iniziato ad interessarsi seriamente ad essi solamente durante il corso del secolo scorso.

Effetti sulla vita delle persone

Infatti, la storia ci insegna di numerosissimi cambiamenti climatici, alcuni anche molto impattanti, dall’ultima glaciazione che ha influenzato (e ucciso) moltissime persone, e moltissime le ha costrette ad emigrare o vivere in condizioni molto disagiate, ma è un evento che risale a 10.000 anni fa.

Durante il corso dell’ultimo millennio vi è stata quella che gli esperti definiscono una mini era glaciale, ma ancora la scienza non esisteva.

Invece, il secolo cosiddetto breve, il XX, ha subito i fenomeni opposti, lievi ma costanti surriscaldamenti che agli occhi delle persone comuni potrebbero sembrare insignificanti.

Spesso sentiamo di stime che parlano dell’innalzamento della temperatura di un paio di gradi nel corso dei prossimi decenni, e pensiamo che non avranno nessuna importanza, invece, anche variazioni cosi lievi possono portare ad avanzamento dei deserti o scioglimento di enormi quantità di ghiaccio ai poli, con conseguente innalzamento del livello degli oceani.

Tutto questo si traduce almeno in una minore quantità di terreno a fronte di una popolazione mondiale sempre in crescita. Ricordiamo che presto saremo 7 miliardi, e all’inizio del XX secolo abbiamo superato per la prima volta nella storia il numero di 1 miliardo di abitanti, e nei secoli precedenti eravamo molto di meno. Mai prima di ora si è presentato il problema delle risorse necessarie ad un numero così elevato di persone.

Ma quali sono le cause dei cambiamenti climatici?

Beh, possiamo dividerle in due grandi famiglie, quelle esterne, ovvero che hanno origine al di fuori del nostro pianeta e lo influenzano ugualmente, e quelle interne.

Quelle esterne possono essere soprattutto le variazioni delle orbite del nostro pianeta, che ad esempio provocano le glaciazioni (insieme ad altri fattori), oppure le attività del sole, o ancora come tutti sappiamo, l’impatto di meteoriti con il nostro pianeta.

Quelle interne sono di diverso tipo, e di diversa origine, pensiamo ad esempio alla deriva dei continenti, fenomeno naturale che esiste da sempre, o alla composizione chimica della nostra atmosfera, dovendo doverosamente fare una distinzione, ed intendendo in questo caso variazione della composizione chimica per cause naturali.

Oltre a queste esistono quelle per cause antropomorfe, ad esempio tutti ricordiamo l’uso spropositato degli anni 70 dei cosiddetti gas serra, che hanno causato o ampliato il famoso buco dell’ozono, per fortuna stiamo parlando di una problematica quasi risolta.

Integratori alimentari: c’è da fidarsi?

Quante volte abbiamo letto di pillole che garantiscono miracoli in modo del tutto naturale? Quante volte siamo stati tentati ad acquistarli? Innumerevoli… quando leggiamo “naturale” e lo troviamo discostato dalla parola “farmaco” siamo portati a pensare di aver in mano la soluzione ai nostri problemi. Ma non sempre è così!

Il mondo degli integratori alimentari è molto vasto e spazia da vere e proprie fregature a prodotti seri che svolgono la loro azione. Quindi se vi state affacciando sul mondo degli integratori alimentari dovete prima di tutto informarvi su ciò che state per assumere, perché pur essendo così denominati, potrebbero contenere delle sostanze pericolose per la vostra vita.

Ciò non deve indurvi a pensare che all’interno di una compressa si nascondi un nanetto armato d’ascia, ma è bene conoscere gli ingredienti del prodotto e gli eventuali effetti collaterali.

Che cosa sono?

Gli integratori alimentari, come dice la denominazione, sono delle sostanze da assumere per integrare eventuali carenze che una dieta scorretta potrebbe portare al nostro organismo.

Quindi il loro utilizzo è indicato appunto laddove vi sia carenza di vitamine, minerali ecc. Senza addentrarci in definizioni più tecniche dobbiamo tenere sempre a mente che pur essendo integratori vanno assunti con cautela e soprattutto non dobbiamo illuderci di risolvere i nostri problemi con la loro assunzione, in quanto non hanno nessun effetto terapeutico.

Quando si utilizzano?

Nel momento in cui si riscontriamo segni che possono metterci in allarme dobbiamo innanzitutto recarci da un medico. Una volta lì bisogna descrivere eventuali sintomi e affidarsi nelle mani dello specialista.

Sarà lui infatti a prescrivere l’integratore più adeguato alle nostre esigenze altrimenti rischiamo di acquistare un prodotto del tutto inadeguato.

Cosa succede col fai da te?

Generalmente non è pericoloso assumere integratori senza prescrizione medica, tuttavia in alcuni casi è sempre meglio consultarsi prima di assumere qualsiasi sostanza. Perché?

Innanzitutto perche si rischia di assumere un prodotto inutile ed inadeguato, secondariamente non essendo farmacisti, potremmo assumere un integratore che contiene una sostanza alla quale siamo allergici e in questo modo potremmo mettere in pericolo la nostra vita.

Alcuni integratori contengono dosi più massicce di alcune sostanze quindi è meglio seguire dei cicli secondo prescrizione medica per evitare accumuli pericolosi per il nostro organismo. Quanto ai risultati è sempre consigliata la corretta assunzione per ottenerli ma bisogna sempre tenere a mente che sono prodotti studiati per aiutare, non per fare miracoli veri e propri, quindi in base alla serietà della situazione forse è meglio indirizzarsi verso l’assunzione di un farmaco.

Dove si possono acquistare?

Acquistare un integratore è molto semplice. Basta recarsi in farmacia, parafarmacia ed in erboristeria. In questi posti sicuramente la scelta sarà maggiore e potrete acquistare un prodotto adeguato dietro consiglio di un esperto in materia. Ma non dimentichiamo che è possibile acquistare questi prodotti anche nei grandi supermercati.

Storia della birra e curiosità

Quante volte ci siamo seduti a bere una birra in compagnia dopo una giornata torrida? Bere una birra sembra un gesto semplice ed elementare, la birra è associata al ristoro ma tante persone ignorano la provenienza di questa bevanda molto diffusa e tanto apprezzata.

La birra è una bevanda nata tantissimi anni fa, anzi si può dire che la ritroviamo nelle civiltà più antiche. Nel tempo ovviamente si è evoluta ma scopriamo qualche notizia in più sulla sua storia.

Come nasce?

Questa bevanda nasce con le prime civiltà. La sua lunga storia prende inizio con la coltivazione dell’orzo. Il raccolto era molto difficile da conservare a causa del deterioramento e della presenza massiccia di roditori e quindi un modo per conservare questo cereale era quello di chiuderlo in un’anfora piena di acqua.

In questo modo l’orzo veniva preservato e nello stesso tempo a causa della fermentazione l’acqua si trasformava in una bevanda molto nutriente e che aveva il potere di alleggerire ansia e preoccupazioni. Ecco venire alla luce la prima vera birra. Nel tempo poi essendo molto apprezzata per le sue qualità man mano la tecnica si è affinata fino a giungere alla birra che tutti noi conosciamo.

Dove nasce?

Le prime fonti sull’utilizzo della birra risalgono alle prime civiltà mesopotamiche e agli antichi Egizi. La birra, per la prima volta, viene regolamentata nel Codice di Hammourabi circa i criteri di produzione e di vendita senza la dovuta autorizzazione.

Per gli egizi invece era molto preziosa e spesso la utilizzavano nei pagamenti. Non dimentichiamo che i faraoni ricevevano come tributo per la città anfore di birra. Quindi la Mesopotamia e l’Egitto possono essere considerate la culla della bevanda sociale per l’eccellenza: la birra.

Birra con o senza schiuma?

La birra nasce come una bevanda sociale e si qualifica nell’antichità come bevanda che fornisce nello stesso tempo nutrimento e rinvigorimento. Spesso tra i consumatori si accende un famoso dibattito in merito a come dovrebbe essere servita.

I sostenitori della birra con la schiuma ritengono che oltre all’aspetto estetico, la schiuma svolge una funzione protettrice della birra impedendone l’ossidazione al contatto con l’aria.

Inoltre la birra con schiuma permette di assorbire minori quantità di anidride carbonica al consumatore limitando quel senso di gonfiore. Dal punto di vista della quantità poi un bicchiere di birra con schiuma contiene più birra rispetto al bicchiere senza schiuma.

Occhio al bicchiere!

La birra è una nobile bevanda, pertanto va servita con le dovute accortezze. Spesso cadendo in errore pensiamo che la birra può essere servita in qualsiasi bicchiere…

Invece in base alla tipologia di birra è necessario munirsi dei giusti bicchieri, in quanto in base alla tipologia e al processo di lavorazione la birra per dare il massimo in termini

Novità dell’innovazione sportiva

Fa impressione guardare le immagini in bianco e nero delle olimpiadi di diversi decenni fa, osservare maratoneti scalzi, guardare biciclette rudimentali, palloni di cuoi per il calcio pesantissimi ed imprecisi, o ancora leggere la storia del primo campione centrometrista dell’epoca moderna delle olimpiadi presentarsi all’evento del 1896 a Londra con le scarpe regalate dai compaesani, che avevano fatto una colletta.

Soprattutto fa impressione paragonare questo ricordo sbiadito con quella che è la realtà degli ultimi decenni, e soprattutto degli ultimi anni.

Gli interessi economici nello sport, che sono diventati sempre maggiori negli ultimi decenni, hanno fatto sì che lo sport in genere da evento gradito dalle masse diventasse un evento in grado di generare volumi economici incredibili, basti pensare al calcio ad esempio, o alla formula 1 o al Basket a stelle e strisce.

D’altro canto, e di pari passo, la tecnologia negli ultimi decenni ha fatto passi da gigante, diventando sicuramente più accessibile a chiunque dispone di capitali, e neanche troppo eccessivi.

Il risultato di questi due ingredienti non può che essere scontato, e allo scopo di attirare sempre maggiori utenti, lo sport è diventato grande consumatore di svariati tipi di tecnologia. L’obiettivo è sempre lo stesso, mettere in condizione i propri atleti di offrire al pubblico prestazioni sempre più competitive, sempre più affascinanti, estreme, belle, e soprattutto, vincenti.

I materiali

La mente corre alla tecnologia dei materiali, e a quello che si è visto negli ultimi anni, da costumi a bassissimo coefficiente di attrito per i campioni del nuoto, alle tute alari che riescono a far volare un uomo, ricordiamo ancora lo stupore quando questa tecnologia è stata vista dal mondo intero, o ancora alle racchette ipertecnologiche dei campioni di tennis.

Sport di squadra molto seguiti, come calcio e basket, usufruiscono dell’attenzione dei giganti del marketing, che si occupano di produrre accessori sempre più tecnologici, dalle divise concepite con l’uso di tessuti tecnici, ai gioielli di tecnologia che sono le scarpe calzate da questi campioni, in grado di portare all’estremo le prestazioni degli atleti.

Basti pensare alle scarpe dei velocisti, e quanta tecnologia sia contenuta in poche centinaia di grammi, e quanta ricerca e fondi sono stati necessari per realizzarli.

Il top della tecnologia, si è sempre avuto e sempre si avrà negli sport motoristici, come le corse motociclistiche, o ancora in modo estremamente più pronunciato, nella formula 1, dove, con un po’ di attenzione, vedremo soluzioni tecnologiche incredibili, che avremo a disposizione di tutti almeno fra un decennio.

I laboratori

Esiste un settore della tecnologia che non è molto famoso fra i tanti, a dire il vero, ovvero quello della preparazione atletica coadiuvata dai più moderni mezzi tecnologici. Le squadre di calcio, ma non solo, sono dotate di modernissimi laboratori in cui vengono analizzate le prestazioni dei più grandi atleti, e se necessario, vengono apportati miglioramenti alle tecniche di allenamento, allo scopo di portare il proprio campione sempre una spanna sopra gli altri.

Come nasce la tradizione dell’Albero di Natale

L’inverno è quella stagione dell’anno che ci avvicina alla ricorrenza del Natale. Festività festeggiata nella maggior parte del mondo che vanta le sue tradizioni.

L’albero di Natale è una di queste e ogni anno inizia la caccia agli addobbi più particolari e appariscenti per rendere unico il proprio albero. Aldilà dell’aspetto consumistico ed estetico della situazione questo rituale compiuto meticolosamente da innumerevoli persone nasce secondo una storia che forse non tutti conoscono.

Qual è stato il primo albero di Natale?

L’albero nel corso dei millenni ha simboleggiato sempre la vita e la morte ed è presente nelle varie culture con significati molto simili. Chi erroneamente ritiene che la tradizione dell’albero di Natale sia di recente invenzione cade in un errore piuttosto grossolano.

Questa tradizione prende piede nel nord Europa, principalmente nei paesi germanici che usavano ornare i sempreverdi per festeggiare l’inizio del solstizio di inverno come auspicio affinchè il sole tornasse presto a illuminare le loro vite.

Ma non solo, l’albero veniva adornato con fiori, fiocchi e lanterne attribuendo alle lanterne il significato di anime che avevano il compito di illuminare le loro vite. Quindi possiamo vedere che questa usanza è molto antica e ben lontana dalla festività del Natale pur coincidendo nello stesso periodo.

Albero di Natale e cristianesimo

La tradizione di addobbare alberi con ornamenti vari preesiste al cristianesimo. Agli albori il culto cristiano non tollerava questa tradizione in quanto era ritenuta protestante. Successivamente si ebbe una leggera tolleranza verso quest’uso, però, invece del classico abete, veniva utilizzato l’agrifoglio.

Perché mai? Per avvicinare la tradizione al cristianesimo, in quanto le foglie dell’agrifoglio venivano associate alle spine della corona di Cristo e le sue bacche alle gocce di sangue versate da questi durante la Passione. Nel corso dei secoli poi questa tradizione si è modificata fino ad arrivare agli inizi del novecento ad essere poi concepita come noi la intendiamo.

Nella metà del novecento, sotto il pontificato di Giovanni Paolo II, prende inizio la tradizione di addobbare un enorme albero di Natale nella città simbolo del cristianesimo e così l’albero viene definitivamente affiancato alla tradizione del presepe.

La spiegazione cattolica più che altro è allegorica in quanto addobbare l’albero consiste in una celebrazione del legno associata al legno della croce di Cristo, la croce che ha redento il mondo

Per concludere

Ora finalmente possiamo con maggiore consapevolezza addobbare il nostro albero di Natale ricordando sempre il significato e il valore che questo rituale ha avuto e ha ancora oggi per molte persone.

Quindi dopo questa lettura ogni addobbo del vostro albero richiamerà la tradizione che più vi affascina e vi appartiene, sicuramente sceglierete gli addobbi non più soltanto per un fattore estetico ma in funzione dell’importanza che darete alla tradizione, trascorrendo il rituale non solo come momento di divertimento ma come momento di riflessione.

Moda: come essere sempre all’attuale

Esistono pochi campi cosi dinamici e cosi in movimento come quello della moda. Bastano pochi mesi per stravolgere totalmente le tendenze precedenti, gli esperti del settore lo sanno benissimo.

E’ una sfida per questi esperti e per chiunque lavora nel campo della moda riuscire ad essere sempre aggiornato, a causa di tutte le novità che vengono introdotte ogni stagione. E’ necessario informarsi, seguire, leggere per capire sempre le ultime tendenze.

Non è affatto un argomento trascurabile, sono centinaia di migliaia i posti di lavoro nel settore della moda, e le case produttrici, o le industrie dell’abbigliamento, che riescono a comprendere bene le tendenze, potranno dire di avere avanti tranquillamente dei mesi di buoni introiti, con conseguenze più che positive per tutta la propria filiera.

Viceversa, indipendentemente dalla dimensione aziendale, chi sbaglia potrebbe pagare amaramente la scelta errata dettata da una cattiva informazione.

Senza pensare alle conseguenze per aziende con decine o centinaia di dipendenti, immaginate già il piccolo grossista o il piccolo negozio con meno di dieci dipendenti che non percepisce bene il cambiamento dei gusti dei propri clienti, ed opera un grosso investimento per fornirsi di merce, che scoprirà troppo tardi non essere affatto gradita dai clienti!

Ecco, adesso vi risulta più semplice comprendere quanto vale per gli addetti al settore la giusta comprensione delle tendenze e dei gusti! Non si tratta solo di capricci dei clienti! E’ questione di successo o fallimento. E’ fondamentale essere sempre informati.

Già perché nella moda esiste chi segue e chi conduce.

Se diverse volte all’anno alcuni addetti devono comprendere e prevedere, ve ne sono altri che invece influenzano il campo della moda, stanno, per così dire, al vertice di questa piramide,

Stiamo parlando degli stilisti, più o meno bravi e famosi, e delle celebrità che riescono a farsi seguire dalla moltitudine delle persone.

E le aziende che guidano il settore?

Sta diventando di uso comune, oltre ai canali tradizionali, collaborare con i blogger più esperti, o influenzerà, per indirizzare e influire sui gusti delle masse. Tant’è vero che al giorno d’oggi un blogger, almeno i miglior fra di loro, è quasi una celebrità la pari di una star della televisione.

Gli strumenti per seguire queste persone, e le loro tendenze non devono mancare mai a chi deve investire ingenti capitali in questo settore.

Anche se non è possibile seguire di persona le sfilate, per via del fatto che magari si vive lontano dai grossi centri che catalizzano la moda, si possono usare riviste specializzate, esistono molti canali tematici che garantiscono un’informazione più che adeguata.

Esiste quel meraviglioso mezzo che è il web ed infine esiste, il buon vecchio confronto fra colleghi, scambiandosi opinioni e consigli pratici, alcuni non sono poi così rivali come potrebbe sembrare…

Alimentazione e la sua evoluzione nel corso del tempo

Nutrirsi è un bisogno legato all’esistenza di ogni essere vivente. L’uomo nel corso del tempo è stato costretto a variare l’alimentazione in base alle disponibilità di cibo presenti sul luogo adeguandosi nei periodi di ristrettezze a minori quantità e a cibi totalmente diversi.

Oggi nel’era del consumismo nei paesi più industrializzati si è creata una grande varietà di derrate alimentari tali da soddisfare le esigenze dei palati più raffinati. Per contro nei paesi poveri invece c’è una tale carenza di cibo da incorrere in troppi casi di malnutrizione. Il nostro compito ora è guardare con occhio critico a ciò che siamo abituati a consumare.

Qualità e quantità

In passato, raccontano le persone anziane, era molto difficile avere sempre a disposizione del cibo al alto tasso nutritivo e quasi sempre l’alimentazione era basata su verdure ortaggi di stagione a km zero e legumi e tuberi, facilmente conservabili durante la stagione invernale.

Il consumo di carne era limitato a pochi periodi dell’anno e mentre ci rendono partecipi delle loro memorie menzionano i “sapori” di una volta quando tutto era più genuino. È vero che oggi disponiamo di enormi quantità di cibo ma il prezzo da pagare per agricoltura ed allevamento intensivi si ripercuote sulla qualità.

I mass media ci bombardano ogni giorno sugli effetti nocivi per la salute e sull’ambiente che hanno i prodotti che oggi vengono utilizzati per garantire quantità sempre maggiori di prodotti…ma perché? È forse necessaria questa corsa alla maggior produzione perdendo di vista l’aspetto salutistico della situazione?

Il ritorno al bio

La corsa all’agricoltura e all’allevamento intensivo sembra avere avuto una piccola battuta d’arresto. Anzi più che battuta d’arresto potremmo dire che si è vista accorciare i passi dalla produzione di prodotti biologici. Quante volte nello scaffale del supermercato vi siete imbattuti in un prodotto bio?

Vi sarà sicuramente capitato e avrete notato la differenza di prezzo tra questo e un prodotto qualsiasi. Produrre alimenti biologici è costoso in quanto il produttore deve sopportare costi maggiori per preservare la qualità incontaminata del prodotto.

Oggi il lancio dei prodotti bio sembra una novità, ma in realtà si tratta di un ritorno al passato, alla tradizione, alla natura incontaminata. Perché scegliere un prodotto bio? Perché è sano, genuino e non ha effetti dannosi per la salute.

Cibi preconfezionati

Un altro tema da affrontare riguarda gli alimenti già pronti per essere consumati. Oggi nel banco dei surgelati e del fresco è possibile trovare di tutto…ma quanti conservanti avrà una confezione di prodotto pronto?

Per mantenersi nel tempo sicuramente conterrà dei conservanti non naturali per aver garantita una scadenza a medio-lungo termine. È bello tornare a casa e aprire una semplice confezione di cibo pronto…ma la salute?

La nostra salute? Beh in questo caso meglio evitare di sollevare l’argomento…consumare un cibo pronto è sinonimo di mancanza di tempo a disposizione e costituisce l’alternativa tra nutrirsi in modo non sano e non nutrirsi affatto.

Innovazione nelle costruzioni: come cambieranno i prodotti

L’innovazione tecnologica è anche al nostro servizio nella realizzazione di case sempre più efficienti e confortevoli, e comunque, al settore delle costruzioni in generale.

C’è un vero e proprio travaso di tecnologia da altri settori verso quello delle costruzioni, le più affascinanti arrivano addirittura da quello aerospaziale.

Ogni settore delle costruzioni è caratterizzato da sempre maggior contenuto tecnologico, a volte invisibile agli occhi di chi non è esperto, ma comunque presente e prezioso.

Innanzi tutto dal punto di vista strutturale esistono tecniche e materiali innovativi inimmaginabili per tutti nei secoli precedenti o addirittura solo pochi decenni addietro, sia in termini di resistenza pura, che in termini di prestazioni secondarie che comunque contribuiscono ad incrementare le situazione globale della costruzione.

Le innovazioni tecnologiche la fanno da padrone anche in settori non prettamente strutturali, ma comunque in settori che sono importantissimi per il benessere degli occupanti.

Non solo resistenti

Immaginiamo il settore del rivestimento degli edifici, che presentano problemi con cui i costruttori si sono da sempre battuti, pensiamo alla condensa, o all’insufficiente isolamento termico, all’inerzia termica o alla necessità di garantire sia il caldo in inverno che il fresco in estate.

Non è mica facile coniugare tutte queste esigenze in un unico sistema di rivestimento esterno. La tecnologia aiuta con materiali innovativi, molto leggeri e molto isolanti, in grado di ridurre al massimo le dispersioni e i cosiddetti ponti termici.

O comunque pensiamo a come questo tipo di problemi sono stati attenuati con l’uso di tecniche innovative piuttosto che di materiali, basti pensare all’uso di tetti ventilati, o di facciate ventilate, che in modo geniale, e con una banalissima intercapedine, si risolvono molto facilmente e in modo egregio le problematiche citate.

Rivestimenti interni innovativi

Le innovazioni stravolgono anche il settore dei rivestimenti interni, che raggiungono gradi di resistenza all’usura notevoli, o riescono a garantire facilità di montaggio inimmaginabili agli operatori del settore di qualche anno fa. Un esempio?

Esistono pavimenti “adesivi” in grado di riprodurre facilmente e in modo efficacissimo l’effetto tattile estetico di qualsiasi tipo di materiale, che sia legno, marmo, o qualsiasi altra cosa. Ma all’ottima resa visiva si associa anche una facilità ed economicità di esecuzione, basta più demolizioni, rimozioni posa lunga e costosa, d’ora in poi in pochi millimetri di spessore si incolla il nuovo pavimento direttamente su quello vecchio, con un risparmio di tempo e costo incredibile.

E che dire delle soluzioni più “stravaganti” che siamo pronti a scommettere, saranno di uso comune fra qualche decennio. Come la parete costituita da metalli particolarissimi, come i pannelli di rivestimento costituiti da leghe di titanio, un regalo alle costruzioni direttamente dalle tecnologie militari.

Citiamo ancora un materiale sconosciuto per ora, il vetro intelligente, in grado di filtrare secondo le necessità la luce e il calore trasmesso, un bel passo in avanti rispetto alle soluzioni tradizionali di oggi, tende scure e quant’altro.

Qualche piccolo accorgimento contro le allergie alle graminacee

La primavera è la stagione della vita, del risveglio dopo il lungo e letargico inverno. In questo periodo si risveglia la natura, piante e alberi si vestono di coloratissimi e profumati fiori e così inizia la stagione delle allergie con tutti i disagi che comporta.

Così inizia il lungo calvario per i soggetti affetti da allergie primaverili e tra starnuti, naso che cola e occhi rossi e lacrimanti.

Perché i sintomi si avvertono di più nelle giornate ventilate?

Le persone affette da questo tipo di allergia tendono a stare male e ad avvertire pesantemente i sintomi nelle giornate più calde e afose e in quelle ventilate.

Ciò perché in queste giornate vi è una maggiore concentrazione di muffe e pollini nell’aria e il vento funge da veicolo trasportando queste componenti in qualsiasi posto, rendendo la vita difficile ai soggetti allergici. Ad inizio stagione il problema è creato dai pollini, mentre in tarda stagione il problema viene creato dall’erba, dalle graminacee per essere più precisi.

Evitare l’esposizione a pollini e muffe

Eliminare i sintomi di un’allergia è impossibile, però con qualche piccolo accorgimento è possibile migliorare la qualità della vita durante la stagione incriminata. Il primo accorgimento è quello di evitare di uscire nelle giornate più calde e ventilate, giorni in cui i pollini si spostano a causa del vento.

In caso di esposizione è vivamente consigliato lavare con acqua e sapone le parti esposte e cambiare gli abiti in modo da evitare di stare a contatto con gli allergeni. Durante il periodo nero è consigliato asciugare il bucato in un ambiente chiuso per evitare il depositarsi del polline.

Una buona abitudine è prendere i farmaci prima della comparsa dei sintomi ed evitare di lasciare aperti gli infissi nelle giornate col picco massimo di polline.

Mantenere pulito l’ambiente interno

Un buon metodo per limitare i sintomi dell’allergia è mantenere pulito l’ambiente interno in modo tale da eliminare qualsiasi residuo di polline o polvere ed allergeni vari.

Molto importante è mantenere l’aria pulita con l’aiuto di condizionatori di aria e una corretta manutenzione dei filtri. In commercio esistono dei filtri specifici per contrastare le allergie che montano su tanti modelli di condizionatore.

Infine pulire il pavimento con un aspiratore dotato di filtro HEPA e poi avere cura di mantenere il corretto tasso di umidità nell’ambiente e utilizzare un filtro di ottima qualità contro il particolato atmosferico. Altra buona abitudine è lavare frequentemente le lenzuola e rivestire materasso e cuscini con fodere in materiale antiallergico e per concludere passare l’aspirapolvere con cura sui tappeti almeno una volta a settimana.

Seguendo questi semplici accorgimenti la qualità della vita migliorerà di sicuro e in questo modo verranno limitati parte dei disagi che la bella stagione porta alla sfortunata categoria dei soggetti allergici.