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Entriamo nel vivo della costruzione di un sacco da boxe

Il sacco da boxe è il sogno di molti sportivi e permette un allenamento completo divertendosi in modo sano. In commercio esistono diversi modelli di questo dispositivo, ma il desiderio di tante persone è proprio quello di costruire personalmente il proprio sacco e di collocarlo nella stanza dedicata all’attività sportiva in modo da unire lo sport con la creatività e la soddisfazione di poter dire a gran voce di aver costruito il proprio sacco con un po’ di sano fai da te.

Non dimentichiamo che il fai da te è un modo per risparmiare denaro e per dar sfogo ai nostri desideri e alle nostre fantasie quindi quale migliore attività di quella che consente di liberare la propria creatività risparmiando?

Procurarsi l’occorrente

Per costruire qualsiasi cosa è necessario prima di tutto fare un elenco del materiale necessario, nel nostro caso dovremo procurarci un sacco di iuta o una borsa sacco militare, della gomma piuma, una catena, dei moschettoni, alcune buste di plastica, nastro adesivo e della sabbia.

Una volta procurato l’occorrente il passo da fare è stabilire il peso del nostro sacco in modo da poter utilizzare il materiale che già abbiamo procurato. Il peso di un sacco standard è di 20 kg ed è considerata la tipologia che soddisfa la maggior parte degli sportivi, quindi noi prenderemo come modello questo peso per costruire il nostro sacco.

Una volta stabilito il peso è necessario creare i pesi da inserire poi nel sacco di iuta o nella borsa, quindi procedere inserendo un sacchetto di plastica all’interno di un altro e riempire di sabbia fino ad un peso di 6.5 kg circa e sigillare il tutto col nastro adesivo avendo cura di modellare il sacchetto donandogli una forma cilindrica con diametro inferiore rispetto a quello del sacco di iuta di almeno 10 cm.

Questo è il primo dei tre pesi che andranno a riempire il nostro sacco box quindi altro non resta che ripetere l’operazione altre due volte e collocare i pesi all’interno del sacco avendo cura di porre alla base uno strato di gomma piuma e di posizionare il peso al centro del sacco e poi riempire la parte vuota con gommapiuma in modo da fissare il sacchetto al centro, poi ricoprire di gommapiuma lo strato superiore e procedere allo stesso modo con gli altri sacchi.

Una volta inseriti tutti i sacchi procediamo alla chiusura del sacco di iuta. Questa operazione non è complicata bisogna applicare degli anelli in metallo al sacco e a questi ultimi un moschettone con pezzo di catena.

Arrivati a questo punto prendete un moschettone e unite tutte le catene e ancorate il sacco ad un’altra catena con la lunghezza desiderata e appendete il sacco al gancio della soffitta. Per dare un aspetto estetico al sacco basta piegare il sacco di iuta e cucirlo con filo e ago e applicate tre moschettoni nei fori del sacco e agganciarlo ad una catena… il risultato sarà molto gradevole.

Osservare il mondo da una sdraietta

Si sta avvicinando il momento del lieto arrivo e i futuri genitori sono alla ricerca degli accessori da acquistare per il corredino del loro piccolo, in modo da garantirgli il massimo delle comodità e renderlo felice. Gli accessori più gettonati alla nascita sono la carrozzina e il passeggino, seggiolone e culla nelle loro varie composizioni.

Ciò che molti tendono a sottovalutare è la sdraietta. Questo accessorio poco conosciuto invece è molto importante per il bambino in quanto gli consentirà fin dai primi mesi di osservare il mondo e vivere a stretto contatto con i genitori interagendo con loro.

Quali caratteristiche deve avere?

In modo errato i genitori tendono a scartare questo oggetto dalla lista degli accessori del bambino perché considerato inutile. Ciò che invece ignorano è la possibilità di offrire al bambino una visuale comoda e sicura.

La altalena neonato deve essere dotata prima di tutto di un’imbottitura confortevole e di un sistema in grado di sorreggere adeguatamente la testa del piccolo nei primi mesi di vita. Inoltre deve essere dotata di cinture di sicurezza per allacciare delicatamente il bambino.

Oltre a queste caratteristiche principali è possibile trovare sdraiette dotate della funzione dondolio che può essere automatica o nella versione manuale richiede un piccolo sforzo da parte del bimbo per azionare il movimento. Non bisogna dimenticare poi la funzione reclinabile che consente al vostro cucciolo di schiacciare meritati pisolini in tutta tranquillità.

Perché utilizzarla?

La sdraietta consente al bimbo come già detto di affacciarsi al mondo ad un’altezza adeguata alla situazione con la sicurezza di avere sempre vicini i genitori. È molto utile per lo sviluppo muscolare del bambino nei modelli in cui il dondolio viene azionato dal bimbo stesso.

Consente al neonato di riposare in tutta comodità e grazie agli eventuali optional è possibile fissare dei giochini all’altezza della testa del bambino per rendere il momento più divertente e più stimolante, cullato nei modelli più costosi da dolci melodie.

Ciò che è importante è la sicurezza e la felicità del vostro bambino quindi nel momento in cui andrete ad acquistare la sdraietta non fatevi condizionare dai prezzi, ma tenete sempre in considerazione ciò che è buono per il vostro piccolo e ciò che ritenete sicuro per lui.

Quindi se siete tipi ansiosi forse è meglio soffermarsi a riflettere un attimo sulla questione del dondolio, per il resto conviene scegliere in base alle possibilità e all’utilizzo che intendete fare dell’accessorio, per concludere valutate sempre i pro e i contro senza far mancare nulla al bambino, senza soffermarsi in modo superficiale sull’utilità di questo accessorio e guardando sempre alla felicità del piccolo. Basta veramente poco per comprare quel sorrisino innocente che illuminerà le vostre giornate.

Storia della birra e curiosità

Quante volte ci siamo seduti a bere una birra in compagnia dopo una giornata torrida? Bere una birra sembra un gesto semplice ed elementare, la birra è associata al ristoro ma tante persone ignorano la provenienza di questa bevanda molto diffusa e tanto apprezzata.

La birra è una bevanda nata tantissimi anni fa, anzi si può dire che la ritroviamo nelle civiltà più antiche. Nel tempo ovviamente si è evoluta ma scopriamo qualche notizia in più sulla sua storia.

Come nasce?

Questa bevanda nasce con le prime civiltà. La sua lunga storia prende inizio con la coltivazione dell’orzo. Il raccolto era molto difficile da conservare a causa del deterioramento e della presenza massiccia di roditori e quindi un modo per conservare questo cereale era quello di chiuderlo in un’anfora piena di acqua.

In questo modo l’orzo veniva preservato e nello stesso tempo a causa della fermentazione l’acqua si trasformava in una bevanda molto nutriente e che aveva il potere di alleggerire ansia e preoccupazioni. Ecco venire alla luce la prima vera birra. Nel tempo poi essendo molto apprezzata per le sue qualità man mano la tecnica si è affinata fino a giungere alla birra che tutti noi conosciamo.

Dove nasce?

Le prime fonti sull’utilizzo della birra risalgono alle prime civiltà mesopotamiche e agli antichi Egizi. La birra, per la prima volta, viene regolamentata nel Codice di Hammourabi circa i criteri di produzione e di vendita senza la dovuta autorizzazione.

Per gli egizi invece era molto preziosa e spesso la utilizzavano nei pagamenti. Non dimentichiamo che i faraoni ricevevano come tributo per la città anfore di birra. Quindi la Mesopotamia e l’Egitto possono essere considerate la culla della bevanda sociale per l’eccellenza: la birra.

Birra con o senza schiuma?

La birra nasce come una bevanda sociale e si qualifica nell’antichità come bevanda che fornisce nello stesso tempo nutrimento e rinvigorimento. Spesso tra i consumatori si accende un famoso dibattito in merito a come dovrebbe essere servita.

I sostenitori della birra con la schiuma ritengono che oltre all’aspetto estetico, la schiuma svolge una funzione protettrice della birra impedendone l’ossidazione al contatto con l’aria.

Inoltre la birra con schiuma permette di assorbire minori quantità di anidride carbonica al consumatore limitando quel senso di gonfiore. Dal punto di vista della quantità poi un bicchiere di birra con schiuma contiene più birra rispetto al bicchiere senza schiuma.

Occhio al bicchiere!

La birra è una nobile bevanda, pertanto va servita con le dovute accortezze. Spesso cadendo in errore pensiamo che la birra può essere servita in qualsiasi bicchiere…

Invece in base alla tipologia di birra è necessario munirsi dei giusti bicchieri, in quanto in base alla tipologia e al processo di lavorazione la birra per dare il massimo in termini

Come nasce la tradizione dell’Albero di Natale

L’inverno è quella stagione dell’anno che ci avvicina alla ricorrenza del Natale. Festività festeggiata nella maggior parte del mondo che vanta le sue tradizioni.

L’albero di Natale è una di queste e ogni anno inizia la caccia agli addobbi più particolari e appariscenti per rendere unico il proprio albero. Aldilà dell’aspetto consumistico ed estetico della situazione questo rituale compiuto meticolosamente da innumerevoli persone nasce secondo una storia che forse non tutti conoscono.

Qual è stato il primo albero di Natale?

L’albero nel corso dei millenni ha simboleggiato sempre la vita e la morte ed è presente nelle varie culture con significati molto simili. Chi erroneamente ritiene che la tradizione dell’albero di Natale sia di recente invenzione cade in un errore piuttosto grossolano.

Questa tradizione prende piede nel nord Europa, principalmente nei paesi germanici che usavano ornare i sempreverdi per festeggiare l’inizio del solstizio di inverno come auspicio affinchè il sole tornasse presto a illuminare le loro vite.

Ma non solo, l’albero veniva adornato con fiori, fiocchi e lanterne attribuendo alle lanterne il significato di anime che avevano il compito di illuminare le loro vite. Quindi possiamo vedere che questa usanza è molto antica e ben lontana dalla festività del Natale pur coincidendo nello stesso periodo.

Albero di Natale e cristianesimo

La tradizione di addobbare alberi con ornamenti vari preesiste al cristianesimo. Agli albori il culto cristiano non tollerava questa tradizione in quanto era ritenuta protestante. Successivamente si ebbe una leggera tolleranza verso quest’uso, però, invece del classico abete, veniva utilizzato l’agrifoglio.

Perché mai? Per avvicinare la tradizione al cristianesimo, in quanto le foglie dell’agrifoglio venivano associate alle spine della corona di Cristo e le sue bacche alle gocce di sangue versate da questi durante la Passione. Nel corso dei secoli poi questa tradizione si è modificata fino ad arrivare agli inizi del novecento ad essere poi concepita come noi la intendiamo.

Nella metà del novecento, sotto il pontificato di Giovanni Paolo II, prende inizio la tradizione di addobbare un enorme albero di Natale nella città simbolo del cristianesimo e così l’albero viene definitivamente affiancato alla tradizione del presepe.

La spiegazione cattolica più che altro è allegorica in quanto addobbare l’albero consiste in una celebrazione del legno associata al legno della croce di Cristo, la croce che ha redento il mondo

Per concludere

Ora finalmente possiamo con maggiore consapevolezza addobbare il nostro albero di Natale ricordando sempre il significato e il valore che questo rituale ha avuto e ha ancora oggi per molte persone.

Quindi dopo questa lettura ogni addobbo del vostro albero richiamerà la tradizione che più vi affascina e vi appartiene, sicuramente sceglierete gli addobbi non più soltanto per un fattore estetico ma in funzione dell’importanza che darete alla tradizione, trascorrendo il rituale non solo come momento di divertimento ma come momento di riflessione.